Aggiornamenti da Cartellopoli

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A metà settembre parlammo della nuova Cartellopoli, questa volta ascrivibile interamente a Virginia Raggi, colei che si è ritrovata una riforma degli impianti pubblicitari bell’e pronta, solo da applicare, ma in oltre due anni è riuscita solo ad ignorarla.

Come già scritto, il segnale è stato colto dalle ditte pubblicitarie che infatti hanno ricominciato ad installare impianti dove decidono loro, in barba alle norme vigenti, ben sapendo che nessuno dirà niente.

Gli impianti installati recentemente in via Conte Verde, via Labicana e via Merulana, sanzionati dalla Polizia Locale, sono ancora lì a lucrare illegittimamente. Purtroppo abbiamo ormai la certezza che lì rimarranno per un tempo indefinito, avendo l’assessore Cafarotti dichiarato che il Comune non procederà a nuove rimozioni degli impianti.

Il brillantissimo ragionamento dell’assessore, se l’abbiamo capito bene, è che in base alla riforma la rimozione degli impianti abusivi va effettuata a cura dei concessionari, ossia dei vincitori dei bandi. Peccato che lo stesso assessore abbia deciso di rimadarla la riforma, con la scusa che i piani di localizzazione degli impianti, quelli su cui emanare i bandi, andrebbero rivisti tutti, un’ operazione che al meglio prenderà molti mesi se non anni. Quindi niente bandi e dunque niente rimozioni, per la gioia delle ditte pubblicitarie che così possono fare allegramente il loro comodo.

Verrebbe da chiedersi se questa assurda situazione sia frutto di ingenuità o il risultato di un disegno diabolico che favorisce pochi furbi a danno dell’intera città di Roma. Quale che sia la risposta rimane il fatto che le politiche del M5S hanno raggiunto livelli di indegnità che mai si erano visti.

 

A confermare il clima da Cartellopoli sono le numerose segnalazioni di nuovi impianti che vengono installati. Ne prendiamo una in particolare, relativa ad un mastodontico cartellone installato in un’area verde di Circonvallazione Ostiense.

 

 

 

 

Da quel che possiamo capire tale impianto è in violazione dell’art. 18, comma 1, lettera h) del Regolamento di Pubblicità di Roma Capitale.

Sarà stato sanzionato? Poco probabile, e comunque la ditta proprietaria ha già la certezza che potrà incassare i canoni delle pubblicità per chissà quanto tempo.

Peccato poi per gli inserzionisti, che peraltro dovrebbero essere anch’essi sanzionati in base alla normativa vigente.

 

Insomma, dobbiamo continuare a parlare di Cartellopoli a Roma senza che nessuna delle istituzioni faccia una piega o si degni almeno di confutare le nostre tesi.

Una situazione assurda tanto più perché creata da quelli dell’honestà come mantra.

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