Acquario dell’Eur: nuovo problema. E l’apertura slitta ancora

I lavori, iniziati nel 2006 da un consorzio privato, sono completati all'80% ma mancano i fondi. Eur Spa: no a nuove proroghe

E’ una di quelle vicende che possono accadere solo a Roma con una quinta architettonica, quella del laghetto dell’Eur, sfregiata da un eterno cantiere. Qui, dove le Sovrintendenze bloccano perfino l’apertura di un oblò in una chiostrina, è permesso ad un privato di sventrare una parte del lago dell’Eur e lasciarlo senza conclusione per ben 16 anni. 

L’Acquario di Roma, quello che doveva essere la nuova attrazione della capitale, non ha mai aperto nonostante negli anni ci siano stati almeno dieci annunci di imminente inaugurazione. L’ultima risale al 2018 come si legge da questo articolo di RomaToday.

 

 

Ma da allora tutto è rimasto bloccato, nonostante all’interno la struttura sia stata completata per l’80% tanto che la Società proprietaria si spinse a dire che mancavano solo i pesci per aprire. In realtà, oltre ai pesci mancano ancora tanti soldi perché le rifiniture e il personale costano non poco e la Mare Nostrum, concessionaria del sito, non riesce a reperirli.

L’ultima cattiva notizia arriva dall’Eur Spa, proprietaria per conto dello Stato e del Comune, dei terreni. Il Consiglio di Amministrazione ha fatto sapere che il Piano Finanziario di Mare Nostrum non viene ritenuto adeguato. Per questo l’Eur Spa non ha concesso una proroga della convenzione alla Società.

Proviamo a spiegare in altre parole: la Mare Nostrum è un concessionario pubblico, cioè usufruisce in concessione di terreni pubblici e dunque lo potrà fare con una scadenza (solo le concessioni delle bancarelle e delle spiagge è eterna, consentiteci la cattiveria!). La scadenza era stata originariamente fissata a 30 anni ma considerato che i lavori sono iniziati nel 2006, ne sono già trascorsi 15 e dunque la Società ha chiesto una proroga di almeno altri 30 anni per ammortizzare il grande investimento. Eur Spa però non ha ritenuto di doverla concedere.

“La risposta dell’Eur Spa è incomprensibile considerando che i ritardi nella conclusione dei lavori non sono imputabili a noi”, ha commentato l’Amministratore Delegato di Mare Nostrum, Domenico Ricciardi. A suo dire il diritto di superficie sui terreni, necessario per ottenere i mutui bancari, è stato concesso solo nel 2018 e questo ha provocato lo slittamento delle inaugurazioni.

Fatto sta che la situazione sembra ormai in fase di stallo ed è improbabile che i privati riescano a reperire altri fondi senza una proroga della concessione. E anche la possibilità di attingere agli stanziamenti del Pnrr sembra remota sebbene Ricciardi ne parli espressamente: “L’acquario porterà 1,5 milioni di visitatori l’anno e sarà un centro di eccellenza, per cui avrebbe tutte le carte in regola per ottenere i finanziamenti del Recovery pensati proprio avviare e rilanciare progetti in grado di incidere sul Pil“.

Il rischio molto concreto è che tutto resti fermo per anni ancora rovinando ulteriormente un contesto magnifico dal punto di vista architettonico. La parte della Cristoforo Colombo che porta al laghetto da viale Europa è già funestata dall’oscena rete che circonda la Nuvola, dall’eterno cantiere delle Torri di Ligini e dal 2006 anche dai lavori mai finiti dell’Acquario.

 

Inoltre la struttura, costruita e pagata dai privati, se non utilizzata potrebbe andare in rovina. Parliamo di ben 13.200 metri quadri interrati divisi in due parti: una che ospita l’Acquario vero e proprio e l’altra un Expo del Mediterraneo con uno spazio espositivo. Gli impianti di climatizzazione, elettrici e idraulici costati decine di milioni di euro sono pronti e sarebbe davvero un peccato perderli per sempre.

Eur Spa sul proprio sito pubblicizza la struttura come se fosse un fiore all’occhiello, parlando delle vasche che ospiteranno 5.000 esemplari appartenenti a 100 specie marine, un percorso che ricostruirà suoni, odori e colori per ricreare la magia del mare. Purtroppo tutto questo sembra allontanarsi sempre più e ad oggi quello che possono vedere i romani sono solo alcuni cartelli pubblicitari e un cantiere che è iniziato 16 anni fa e non sembra mai terminare.

 

 

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