La scorsa settimana si è tenuto un evento particolarmente invasivo per la Fontana di Trevi: la casa Fendi vi ha infatti celebrato il 90mo anniversario installando all’interno della vasca una passerella in plexiglass.

 

Fendi
Foto dal facebook di Nathalie Naim

 

Lo spettacolo è stato riservato a 200 ospiti e per gestire l’evento è stato necessario limitare la mobilità degli abitanti dell’area.

Come si ricorderà, la fontana è stata chiusa per circa 17 mesi, fino al novembre 2015, per un approfondito restauro finanziato proprio dalla casa Fendi. C’è quindi da ritenere che questo evento, che ha richiesto la chiusura della fontana al pubblico godimento, sia una sorta di corrispettivo, o parte di esso, per aver pagato interamente il restauro.

 

Ci è giunta voce di rimostranze dei residenti dell’area che sono stati costretti a subire limitazioni varie (indossare un braccialetto di riconoscimento per accedere alle loro abitazioni, impossibilità di avere ospiti durante l’evento, ecc.) con l’aggravante che la gestione del tutto è stata demandata totalmente agli organizzatori, che quindi sembrerebbero aver svolto compiti di pubblico ufficiale senza esserlo. Si direbbe una specie di totale privatizzazione dell’ordine pubblico, senza che le forze di polizia facessero da necessario tramite. Di questi aspetti, che troviamo preoccupanti se confermati, non sappiamo molto di più e saremmo ben lieti di trattarli con qualcuno dei diretti interessati. Anche considerando che vivere nei pressi di Fontana di Trevi è senz’altro un privilegio, troviamo infatti inaccettabile che le vite di privati cittadini siano messe in mano a dei privati che ne possono disporre a piacimento, senza l’indispensabile filtro di forze dell’ordine ed istituzioni.

 

C’è comunque un altro aspetto della storia che ha attirato la nostra attenzione ed è relativo a come sono state trattate le attività ambulanti presenti nell’area.

Ovviamente le due bancarelle che tutti i giorni si piazzano davanti la fontana, come due novelli dioscuri del degrado, sono state temporaneamente rimosse. Rispetto a queste noi continuiamo ad essere convinti che basterebbe una semplice lettera del dirigente dell’ufficio commercio su area pubblica per farle spostare da una parte della piazza, dove possano infastidire meno la vista, ma andiamo oltre.

C’è stato però il banco presente in piazza dei Crociferi che non è stato possibile spostare e, non potendo una tale bruttura rimanere in bella vista (ma non è che servano le sorelle Fendi o Karl Lagerfeld per capire che quel coso è una schifezza inguardabile), si è deciso di renderlo innocuo alla vista coprendolo completamente con una telo nero.

 

BancoCrociferi

Sembrerebbe che il motivo per cui non è stato possibile spostare il banco è che esso sia inchiodato al suolo.

INCHIODATO AL SUOLO??? Quando ci è stata riferita questa cosa non volevamo crederci, giacché per quel poco che capiamo noi di concessioni per l’occupazione di suolo pubblico, esse devono essere sempre totalmente slegate dal suolo. E quando ciò non accade, ossia anche quando si inficca nel suolo un semplice chiodo, si configura un vero e proprio abuso edilizio.

Ovviamente noi non possiamo credere che nei pressi di Fontana di Trevi si possa compiere impunemente un abuso edilizio senza che qualcuno delle decine di vigili che presidiano la piazza se ne renda conto. Quindi pensiamo di aver capito male, anche se sarebbe interessante sapere il motivo per cui quel banco sia stato foderato di nero anziché spostarlo temporaneamente come tutti gli altri.

Inoltre siamo sicuri che in un’occasione come questa i vigili abbiano colto l’occasione per controllare la liceità di quel banco, non solo rispetto alla concessione detenuta (che parrebbe regolare, rilasciata negli anni ’80) ma anche a tutti gli altri aspetti di un’attività commerciale svolta su suolo pubblico, a partire dall’assenza di abusi edilizi. Però, anche se siamo sicuri di ciò, noi un messaggino di conferma ai vigili lo manderemo, così siamo tutti più tranquilli e rassicurati che nei pressi di Fontana di Trevi è impossibile commettere impunemente abusi edilizi.

 

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5 risposte

  1. Sentite, che si risentano gli abitanti della zona mi fa proprio ridere. Avere la mobilità limitata per una sera mi sembra un penale accettabilissima, per avere in in cambio un monumento come quello ristrutturato e una manifestazione di prestigio che ha visibilità mondiale. Allora chi abita a Porta portese che è bloccato tutte le domeniche dell’anno ?? E chi abita in zona stadio ?? Ma fatemi il piacere !!! Risentitevi piuttosto proprio contro bancarellari, venditori di ciarpame (la zona è piena) e borseggiatori !!

    1. Forse non ha letto bene il post. Quello che è stato sollevato non è tanto la riduzione della mobilità nella zona, quanto il fatto che tutta l’organizzazione, compresa la gestione di chi potesse o meno muoversi, sia stata delegata ad un privato. Se questo fosse confermato, sarebbe una cosa molto grave: ci devono essere le forze dell’ordine a garantire la legalità e le eventuali limitazioni per I cittadini. E questo a Fontana di Trevi come nel più sperduto dei luoghi di Roma.

      1. Vero. Però mi permetto di dire : 1) il post si intitola “Abuso edilizio a Fontana di Trevi”, quindi il fatto che la sicurezza sia stata delegata ad un privato è solo un inciso nel post, che tratta altro. 2) L’evento era privato, e gli eventi privati vengono gestiti con sicurezza privata. L’anomalia vera sta nel fatto che si è trattato di evento privato in spazio pubblico.In questo caso privato e pubblico collaborano, e di solito la polizia urbana si occupa della viabilità 3) Le limitazioni di cui parlate sono solo due, e cioè portare un braccialetto (devastante !!!) e impossibilità (cito testuale) di avere ospiti. Niente di più. Per una sera. Almeno questo è quanto scritto.

        1. Per la gestione dei braccialetti e degli spostamenti è stato necessario registrare i cittadini da parte dell’organizzazione, con nomi e riferimenti all’abitazione e magari anche contatti. Questa roba devono gestirla le forze dell’ordine perché riguarda la mobilità delle persone che, se permette, è ben più importante e delicata della viabilità.
          Noi abbiamo scritto quell poco che ci è stato riferito, dicendo che se fosse confermato sarebbe grave. A tuttoggi nessuno si è fatto avanti per chiarire l’intera storia per cui non polemizziamo oltre. Ma chissà perché non ci stupiremmo se le cose siano andate come dalle indiscrezioni ricevute, in una città in cui il diritto è sempre del più forte ed I cittadini trattati come sudditi.

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