A Roma non si riesce più a fare un bando: dai carroattrezzi ai bus

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A Roma  da 3 anni non ci sono carroattrezzi  per rimuovere auto in sosta selvaggia e probabilmente non ci saranno ancora per chissà quanto tempo. La gara bandita dall’amministrazione Raggi per rinnovare un servizio essenziale che manca da troppo tempo è stata ritirata. Era scritta male, c’erano delle incongruenze. Insomma neanche questa sono riusciti a predisporre. Abbiamo visto pochi giorni fa che sul tema della manutenzione del verde, in due anni, la giunta 5Stelle non ha fatto neanche una gara.

Ieri si è aggiunta la notizia che Atac non riesce a comprare nuovi bus pur avendo a disposizione 98 milioni di euro. La gara è andata deserta. Nessun fornitore vuole avere a che fare con l’azienda romana di trasporti.

Un quadro talmente drammatico che sta convincendo il governo nazionale a modificare il codice degli appalti. Secondo il ministro dei Trasporti, Toninelli, le regole sono troppo complesse e non permettono di realizzare un appalto in tempi brevi. “Per cui – ha dichiarato – presto porteremo in consiglio dei ministri, una nostra proposta”.

In cosa consista questa proposta non è dato sapere, ma indiscrezioni parlano di una notevole riduzione del ruolo dell’Anac, l’autorità anticorruzione guidata da Raffaele Cantone che troppe volte ha bloccato le gare (basti pensare a quella per la manutenzione del verde orizzontale che il Campidoglio ha ritirato due volte). Inoltre si vorrebbe levare il tetto per i subappalti in modo da consentire all’impresa vincitrice di subappaltare a chi vuole. Non occorre essere esperti in materia per capire che entrambe le soluzioni rendono molto più elastiche le maglie dei bandi facilitando gli episodi di corruzione. E’ chiaro che riducendo la vigilanza da parte dell’Anac si lascia più spazio a movimenti poco trasparenti. La stessa cosa accade consentendo di subappaltare a chiunque: seppure la ditta vincitrice della gara è specchiata e offre tutte le certificazioni del caso, non si potrà dire lo stesso per i suoi appaltatori che potrebbero essere più opachi.

Raffaele Cantone

 

E’ curioso che una proposta del genere arrivi proprio dal Movimento 5Stelle che fa della legalità e dell’Honestà la propria bandiera. Ma l’imbarazzo per la situazione delle città amministrate dai grillini è palpabile. Non solo Roma, intendiamoci, anche Torino e Livorno hanno problemi simili, ma la capitale segna ogni record. In pratica la giunta Raggi non ha bandito quasi nessuna gara in questi due anni e le poche che ha preparato non sono andate in porto. Ecco che trovare il capro espiatorio del codice troppo complesso aiuta dal punto di vista politico, ma è certamente un aiuto a breve termine. Gli elettori pentastellati si aspettano una stretta delle procedure non un loro allargamento.

E poi nessuno al governo risponde ad una domanda piuttosto banale: se Roma è bloccata nelle gare perché le procedure sono troppo complesse, come mai Milano, Venezia, Trento e molte altre grandi città riescono a fare i bandi? Anche questi comuni devono adeguarsi al codice e alle regole imposte dall’Anac, eppure nella gran parte dei casi riescono a portare a dama le loro gare.

Ecco che torna prepotente il sospetto che non si tratti solo di procedure farraginose (cosa che è sicuramente vera in parte) ma soprattutto di incapacità della macchina amministrativa di alcuni comuni e delle giunte pentastellate che non riescono a selezionare il personale in base alla preparazione tecnica. Torniamo all’esempio dei bandi per la manutenzione del verde orizzontale. Pare che in Campidoglio non vi siano funzionari abbastanza esperti per scrivere una gara come si deve. Ma allora perché non chiamare un tecnico esterno e pagargli una consulenza in modo che predisponga lui il bando e istruisca i dirigenti capitolini? E’ esattamente quello che si è fatto per lo Stadio della Roma con la nomina di Lanzalone, considerato un esperto amministrativista. Ed è anche il caso dello strano consulente amico di Grillo, tale Lorenzo Foti, che la Raggi ha incaricato di “omogeneizzare” i processi della giunta. Non si capisce bene cosa dovrà fare, ma sarà pagato 88 mila euro l’anno.

Insomma se questi consulenti sono stati incaricati senza troppi indugi, perché non si nomina un esperto in appalti?

Sarà ma sembra che la confusione sotto il cielo a 5Stelle sia sempre maggiore. Il caso accaduto in queste ore al Municipio XII è la ciliegina sulla torta e riguarda il bando per la gestione dei centri sportivi di Monteverde. Mentre in consiglio municipale veniva portato un provvedimento di proroga di 9 mesi per gli attuali gestori di 60 palestre scolastiche, sul sito del Municipio veniva pubblicato un bando per cercarne di nuovi già da settembre 2018. Insomma la mano destra non sapeva cosa stava facendo la sinistra. Un caos che non sembra essere ancora risolto.

L’elenco dei bandi mai fatti, oppure ritirati, oppure bocciati dall’Anac potrebbe proseguire all’infinito. E mentre nominano esperti per “omogeneizzare i processi”, la città muore.

 

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  1. Marco Pascucci

    Il semplice “sospetto” riferito a questa amministrazione riguardo l’incapacità di gestire procedure di gara in grado di arrivare ad una conclusione mi sembra una forma di benevolenza. Io parlerei di certezza. Se dopo due anni le poche gare indette sono andate più o meno tutte a monte un motivo ci sarà, e non mi venissero a dire che è “colpa dei vecchi partiti”.
    Riguardo poi il bando di 98 milioni di euro di ATAC, che dire? L’ennesima prova che ATAC è un azienda fallita di cui nessuno si fida, malgrado il tentativo di concordato preventivo. A rigor di logica dovrebbero portare i libri intribunale e privatizzare il servizio, altro che concordato. Certo che per affidare il servizio ad un privato dovrebbero indire un bando di gara, quindi… sai che risate?!

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