L’ultimo spettacolo del cinema Apollo: si sta sgretolando

 

Ci mancava la solita rete arancione su via Giolitti per sottolineare l’abbandono dell’ex Cinema Apollo. Un piccolo gioiello dell’architettura liberty di proprietà del comune, chiuso dal 2001. L’ennesimo schiaffo alle esigenze di spazi per la cultura, per la cittadinanza o per il turismo.

E’ una storia lunga quella dell’ex Apollo, costellata di inefficienza e furberie. Ma partiamo dalla fine, dalle condizioni attuali dell’edificio che sta venendo giù a pezzi, tanto che il marciapiede è stato chiuso al passaggio pedonale. Come si può vedere, dietro la cancellata di ingresso è nata una discarica con ogni tipo di rifiuto. Mentre la facciata è coperta dagli immancabili graffiti.

 

Un angolo di degrado che invece sarebbe potuto essere un incubatore di cultura, oppure un cinema multietnico, oppure una sala mostre. Insomma qualcosa che avrebbe prodotto posti di lavoro. Facciamo allora un salto indietro alla fine degli anni ’90 quando molti schermi o si trasformano in multisale o chiudono. Già all’epoca non si chiamava più Apollo ma Pussycat, una sala a luci rosse non molto ben frequentata.

La proprietà progetta la trasformazione in un bingo ma gli abitanti dell’Esquilino, appoggiati da diverse personalità dello spettacolo, si rivoltano. Si appellano al Campidoglio perché impedisca lo scempio e la giunta Veltroni decide di muoversi: compra la sala (l’importo non è chiaro ma si parla di circa 3 milioni di euro) e qualche tempo dopo bandisce una gara internazionale per la sua trasformazione in centro culturale. Il progetto prevede la creazione di un cinema multietnico, che proietti cioè pellicole in tutte le lingue e di tutte le culture e altre attività tra cui bar e negozi. La gara viene vinta dalla Calendula, un’associazione temporanea di imprese che si fa carico dei lavori e che si impegna a pagare 138 mila euro l’anno di affitto al Campidoglio. Si attendono i pareri della Sovrintendenza che arrivano a fine 2007. Nel frattempo il Sindaco si dimette (in anticipo rispetto alla scadenza naturale perché correrà come leader del Pd a livello nazionale). Trascorso il periodo di commissariamento vince Alemanno. E tutto si blocca! Purtroppo, a distanza di anni, ancora si contano le ferite lasciate da quell’amministrazione, la più inefficiente e in malafede del dopoguerra. Prima l’accordo con la Calendula viene rinegoziato, tutto a favore dei privati! La durata della concessione passa a 30 anni e l’affitto ridotto a 50 mila euro l’anno, a partire dal nono anno. Poi anche questo accordo salta e nulla si muoverà più.

La Calendula, per cercare di sollecitare il Campidoglio, fa intervenire anche la CNA, la confederazione degli artigiani. Ma pure la CNA dopo alcuni tentativi abbandona il campo. Tutto finisce con il solito ricorso al Tar dove i privati accusano il Comune di essersi disinteressato e il Campidoglio replica dicendo che i privati cercavano solo di spuntare offerte migliori.

Sono trascorsi 17 anni dalla chiusura del cinema e tutto sta andando alla malora. Gli ultimi crolli a marzo che hanno portato i Vigili a rinnovare la recinzione della strada. I consiglieri Pd del I° Municipio Di Serio e Curcio hanno rivolto un appello alla Raggi perché prenda in esame il destino dell’ex Apollo. Ma nulla si è mosso fino ad ora, se non le pietre dell’intonaco che si staccano e cadono al suolo.


Per le precedenti puntate di Città in rovina clicca qui

 

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Pubblicato da Andrea Coia su Venerdì 3 luglio 2020
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